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Secondo una famosa e fortunata definizione, la cultura digitale è la cultura della disintermediazione (sì, abbiamo usato un parolone, ma non lamentarti: non è più prima mattina da un pezzo!) con le nuove tecnologie di trasmissione delle informazioni perdono di senso, in parte, quegli “attori” tradizionali del mercato che avevano l’obiettivo di trasmettere il sapere.

Ci hai mai pensato?

Il blog ha messo in parte in crisi la cultura del giornale agli occhi della maggior parte dei cittadini, il social network ha a sua volta in parte rimpiazzato il blog, e questo processo non ha potuto non colpire anche il libro e, dunque, l’editoria.

Noi pensiamo che a contribuire a questa nuova situazione siano stati due fatti:

-la nascita di nuovi ambienti di diffusione e valutazione delle opere letterarie, come i forum o i siti tematici;

-la nascita di una tecnologia di pubblicazione del testo più economica rispetto a quella tradizionale, quella dell’e-book.e-reader

Hai mai fatto caso al fatto che, da quando si sono diffusi questi nuovi formati elettronici, la quantità di case editrici indipendenti si è moltiplicata? Tante sono state le nuove realtà che si sono affacciate sul web, e tante hanno promesso agli aspiranti scrittori dei metodi “veloci” per raggiungere la visibilità attraverso la pubblicazione delle proprie opere attraverso il formato digitale.

Come ogni  cambiamento nel modo di pubblicare e diffondere la letteratura avvenuto nel corso della storia, anche questa rivoluzione ha portato conseguenze negative: la nascita di nuove realtà destinate all’auto-pubblicazione, che, pur avendo dato la voce a molti, hanno poi finito per livellare verso il basso la qualità della letteratura pubblicata perché non sottoposta a un buon lavoro di selezione e revisione.

Oh, aspetta, non ci fraintendere, eh!

Non stiamo dicendo che tutte le case editrici digitali siano sinonimo di bassa qualità.

Significa solo che, di fronte a una situazione di rinnovamento nel mondo dell’editoria, non sono mancati gli incidenti di percorso.

Geeko Editor, proprio alla luce di questi essi, vuole essere una start-up nel campo editoriale capace di dare al mercato editoriale digitale qualcosa di nuovo.

In che modo?

È un po’ difficile da spiegare, ma il succo è questo:

lavorando, in maniera innovativa, sulle modalità di selezione delle opere e sul coinvolgimento dei lettori.

Come? Ti abbiamo incuriosito?!

Bene!

Un po’ di pazienza:

scopriremo-presto-di cosa si tratta.

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