Tag

, , , , , , , , , , , , , , ,

Il 19 ottobre del 1946 nasceva Philip Pullman, fra gli autori considerati “nuovi classici” nel quadro del fantasy anglosassone insieme a George R.R. Martin e JK Rowling.

Autore dalla poetica forte, anticlericale, ha sviluppato nella sua saga Queste oscure materie una visionaria e affascinante favola moderna in cui si mescolano la critica al potere religioso e la magia del racconto d’avventura, creando un susseguirsi di personaggi ed eventi straordinari che difficilmente non amerete.

one_ring

Lo riconoscete, vero?!

 

Bene, oggi prendiamo spunto da questa ricorrenza per parlare proprio del genere fantasy, della sua nascita e delle sue influenze.

Piccola premessa: “romanzo fantasy” e “romanzo fantastico” non sono la stessa cosa; il fantasy è senza dubbio un genere, nel quale spesso si descrivono meravigliosi mondi fiabeschi e di ispirazione medievale minacciati da orde di mostri oscuri, e nei quali un eroe, spesso ricalcato sul paladino medioevale (puro di cuore e pronto a sfidare le tenebre) si alza contro l’avversario, sfidandolo per riportare il bene e l’ordine. Insomma, Tolkien scrive un fantasy con Il signore degli anelli, così come Lewis con Le cronache di Narnia.

Quello del romanzo fantastico, invece, è un discorso più complesso, perché con questo termine ci si riferisce a tutte le storie con elementi non realistici e che, al contrario, sembrano usare soluzioni basate su elementi immaginari per costruire le proprie trame. Insomma, “fantastico” ingloba al suo interno fantasy, ma anche horror, fantascienza, thriller e così via, mentre il fantasy classico vuole sviluppare una storia innestata su un canone ben preciso in cui spesso la magia ha un ruolo fondamentale.

Nel corso degli anni, tuttavia, le cose si sono complicate: il canone del fantasy classico si è contaminato con quello del romanzo storico realistico (di cui era un lontano parente) creando incroci affascinanti come Le cronache del ghiaccio e del fuoco di George R.R. Martin (da cui è stato tratto il telefilm Game of Thrones) o come la Saga di Geralt di Rivia del polacco Andrej Sapkowski (dalla quale deriva la saga videoludica di The Witcher), nei quali il fantasy diventa più simile ad un action violento con alcuni elementi fantastici “di condimento”. Per esempio, proprio in La Saga di Geralt di Rivia, si raccontano storie di elfi e nani che vengono discriminati da malvagi umani.

 

15045188445_39e30fbbed_q-1

… e questo?! (foto: utente Flickr umairadeeb)

Il fantasy ha dunque cambiato pelle, si è contaminato con altri generi ed è diventato più “vero”, creando nuove frontiere narrative.

Questa settimana Geeko Editor tenterà di omaggiare questi romanzi con un percorso fotografico su Instagram e Facebook, che ci condurrà nella Terra di Mezzo e in altri mondi fatati, alla scoperta dei luoghi del fantasy.

Bene, dicci pure: anche a te batte il cuore quando pensi alla battaglia dei campi del Pelennor o a Grande Inverno?

Perché a noi entrambe le cose fanno davvero un certo                                                                          effetto!

Annunci