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Ciao a te!

Questa settimana Geeko ha deciso di gettare uno sguardo oltre lo steccato della narrativa tradizionale per far conoscere un mondo a essa vicino,  ma apparentemente molto diverso.

Un mondo fatto di pagine ricche di disegni messi in sequenza, di balloon e, spesso (ma non sempre!), di strani tipi in costume che lottano contro mostri e alieni.

Hai già capito di cosa stiamo parlando, vero?

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(credits @ utente Flickr BagoGames)

Ma certo, si tratta del fumetto!

Un tipo di lettura spesso giudicata semplice, per ragazzi, quasi un cugino minore e senza grande dignità della narrativa classica. Quando nacque, a inizio ‘900, aveva il compito di intrattenere i più giovani o i lavoratori della working class americana con storie brevi e molto emozionanti (che poi rappresentavano l’evoluzione in immagini dei racconti pulp, ricchi di violenza e storie mozzafiato) con protagonisti Batman, Superman e tanti altri, ma con il passare del tempo la situazione è cambiata: questo medium si è sviluppato in modo sempre più complesso, non solo a livello estetico, ma anche narrativo.

I più importanti sceneggiatori di fumetti, succedutisi nel corso dei decenni, hanno da una parte elaborato stili di costruzione del racconto sempre più cinematografici e spettacolari, nei quali disegni e testo si servono a vicenda creando nuovi e complessi stili espressivi che hanno meritato l’attenzione di massmediologi e narratologi, dall’altro hanno proposto al lettore delle storie dai temi molto maturi e diversi da quelli delle solite storie di avventure con i supereroi. Un’evoluzione molto lenta e lunga che attorno agli anni ‘70 e ‘80 ha portato a una vera e propria esplosione di novità a livello contenutistico.

A partire dalle storie del nostrano Andrea Pazienza, finendo con From Hell di Alan Moore (ma gli esempi sono tantissimi), il fumetto ha iniziato a parlare di argomenti sempre più distanti da quelli di partenza: storie di vita quotidiana, romanzi d’amore, opere a tema storico, horror e via dicendo, spesso raccontate con una sensibilità narrativa tale da non sfigurare di fronte a veri romanzi.

E’ nata così la graphic novel, nella quale l’autore conduce con mano sicura il suo lettore in mondi narrativi costruiti alla perfezione, da esplorare con calma, una pagina alla volta, per coglierne tutti i dettagli e i piccoli segreti nascosti nelle tavole.

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Una vignetta di Watchmen! (credits @utente Flickr Debs)

Persino i supereroi, ai quali accennavamo prima, sono stati travolti da questa rivoluzione: sia Batman- Il ritorno del cavaliere oscuro dello statunitense Frank Miller che Watchmen dell’inglese Alan Moore (entrambi considerati fra i maestri assoluti del fumetto occidentale) hanno rielaborato le storie degli eroi in costume facendone spesso realistici drammi o cupi noir nei quali il confine fra bene e male si  fatto di volta in volta sempre più esile.

In Watchmen, per esempio, un gruppo di supereroi ispirato a di quelli della DC Comics (la casa editrice di Batman e Superman) si ritrovano ad affrontare un cupo intrigo legato alle spietate logiche della Guerra Fredda, e nel raccontare questa storia Alan Moore delinea dei personaggi contorti, pieni di ombre, capaci di uscire fuori dalla loro dimensione paraletteraria per divenire, invece, attori di una vera e propria allegoria filosofico-politica sui temi della realpolitik e del libero arbitrio.

Insomma, negli stessi anni in cui Umberto Eco e altri autori postmoderni teorizzavano la possibilità di un ritorno alla letteratura di genere per farne veicolo di riflessioni serie, questo processo trovava la sua “ciliegina sulla torta” nell’irruzione di una delle più giovani e rivoluzionarie arti umane nei salotti della buona letteratura, rivoluzionando completamente il panorama della cultura pop e avvicinandola, velocemente, a quella “alta”.

Bene, a questo punto sperando che l’argomento sia stato di tuo gradimento, ti invitiamo a rimanere in ascolto sui nostri canali social per celebrare questo formato narrativo assieme a noi, perché Geeko Editor dedicherà molti dei suoi prossimi post al fumetto e ai suoi segreti.

A presto!

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