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“Finito il giornale, la seconda tazza di caffè e la ciambellina al burro, s’alzò, scrollò le briciole dal panciotto e, allargando il petto ampio, sorrise di piacere: non perché avesse in animo qualcosa di particolarmente lieto, ma solo perché la buona digestione gli  procurava quel sorriso di gioia”.

Un sorriso di gioia – E’ cosi che  Tolstoj descrive gli effetti positivi della prima colazione su Stephan, fratello di Anna Karenina, enfatizzando così nel suo più celebre romanzo lo spazio speciale che riveste questo primo momento della giornata.

La colazione, da sempre considerata il pasto più importante per inaugurare il risveglio, ha un ruolo centrale anche nelle espressioni artistiche: essa fornisce, infatti, un sostanziale apporto al mondo della pittura, del cinema e della letteratura.

Non mancano numerosi riferimenti a questo particolare momento di inizio di giornata, dalla più famosa Colazione sull’erba di Claude Monet alla Colazione dei canottieri di Pierre-Auguste Renoir nel mondo dell’arte; come dimenticare poi, nel mondo del cinema, la scena di apertura del film Colazione da Tiffany, in cui una indimenticabile Audrey Hepburn scende da un taxi per godersi un caffè caldo e una brioche ammirando le vetrine di una gioielleria sulla Fifth Avenue di New York.

Vedremo ora che anche nel nostro amato mondo della letteratura non mancano di certo cenni al riguardo!

Abbiamo scelto per voi cinque esempi di colazione “letteraria”.

1. Il porridge di Oliver Twist

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Credits: fictitiousdishes.com

‘‘Bambino com’era, era disperato per la fame, e spericolato con la miseria. Si alzò dal tavolo; e avanzando al maestro, lavabo e cucchiaio in mano, disse un po’ preoccupato per la sua temerarietà: “Per favore, signore, ne voglio ancora un po’’’.

L’uso della colazione come lo intendiamo oggi si è affermato nel Settecento,(accompagnato dalla nascita di numerosi Caffè letterari ), ma era un lusso che solo gli aristocratici e gli intellettuali potevano permettersi, lo si deduce anche osservando i più svariati dipinti sul tema: i nobili spesso vengono rappresentatati nell’atto del farsi portare la colazione a letto.

Se ci spostiamo, però, ad analizzare i ceti subalterni e poveri, notiamo come la colazione non assuma più queste tonalità romantiche e patinate: il suo tempo è all’alba, quando  fuori è ancora buio, e si compone solo di pochi ingredienti essenziali, il minimo di calorie indispensabili per sopportare il duro lavoro del nuovo giorno.

Queste differenze di ceto si avvertono in maniera distinta anche in ambito letterario, ad esempio nel celebre romanzo del 1838 di Charles Dickens, Oliver Twist.

L’opera racconta l’avventurosa storia di un orfanello che, fuggito dall’orfanotrofio, vive per le strade di Londra cavandosela con piccoli furti e ruberie. Inaugurando il filone del romanzo sociale nella letteratura inglese, ne analizza i mali dell’epoca : la povertà, il lavoro minorile e la criminalità urbana tra tutti.

Questa misera condizione appare evidente anche nella colazione del povero orfano: una desolata tazza di porridge, alimento estramemente comune nei paesi anglosassoni tra i più poveri grazie alla sua facile reperibilità e al suo basso costo.

I contadini inglesi, tuttavia, non erano a conoscenza delle sue particolari caratteristiche: avendo come alimento base l’avena, ricco di proprietà antinfiammatorie, proteine e fibre, era un pasto perfetto per ridurre l’insopportabile senso di fame.

Se siete alla ricerca perciò, di un’alternativa alla classica colazione con cornetto e cappuccino, in grado però di saziarvi, il porridge potrebbe fare al caso vostro.

2. Il formaggio di Capra di Heidi

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Credits: fictitiousdishes.com

Il bollitore cominciò presto a bollire, e nel frattempo il vecchio ha tenuto un grande pezzo di formaggio su una lunga forchetta di ferro sul fuoco, trasformandolo in tondo fino a che non è stato tostato con un colore giallo dorato bello su ogni lato. Heidi osservava tutto quello che stava succedendo con avida curiosità.

E dai neri fumi delle fabbriche e dall’operosa vivacità della Londra del periodo Vittoriano ci spostiamo tra la fresca e incontaminata aria delle verdeggianti montagne Svizzere. Qui troviamo un’altra piccola orfanella allevata da un nonno tenero e amorevole: parliamo naturalmente di Heidi, la famosa protagonista del romanzo di Johanna Spyri del 1880. Anche se molti di noi avranno letto questo libro molti anni fa durante l’infanzia, come dimenticare il profumo del toast dorato con del formaggio di capra filante che questo affettuoso nonnino serve alla nipotina per colazione… basterà chiudere gli occhi e saremo anche noi lì, in una fredda baita di montagna ad osservarlo mentre cucina davanti il fuoco di un caminetto!

3. Il pollo fritto del Buio oltre la siepe

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Credits: fictitiousdishes.com

“Dio del cielo, Cal,” disse, fissando il vassoio della colazione, “che cosa è tutta questa roba?” Calpurnia disse : ”Il papà di Tom Robinson le ha mandato questo pollo stamattina presto, e io l’ho cucinato.” “Digli che sono orgoglioso di accettarlo: scommetto che nemmeno alla Casa Bianca mangiano pollo a colazione.”

E dopo il continente europeo, attraversiamo l’oceano per sbarcare in America, più precisamente in Alabama agli inizi degli anni Trenta, periodo particolare in cui vigeva la segregazione razziale e la restrizione dei diritti civili dei neri spaccava in due la società.

Ci troviamo di fronte ad altri due piccoli orfani di madre: Scout e Jem, i protagonisti del celebre romanzo Il buio oltre la siepe della scrittrice statunitense Harper Lee, testimoni,  delle violenze quotidiane e dei soprusi nei confronti dei neri.

In ambito culinario, numerosi sono i riferimenti che ritroviamo nel romanzo: le pietanze descritte sono sempre i tipici abbondanti piatti genuini del Sud, come la particolare colazione a base di pollo fritto: da provare, per i più temerari, magari in una fresca giornata d’estate!

4. L’apple pie di Kerouac

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Credits: fictitiousdishes.com

Ma dovevo andare avanti e smettere di lamentarmi, così ho preso la mia borsa, dissi al vecchio albergatore seduto con la sua sputacchiera e siamo andati a mangiare. Ho mangiato la torta di mele e gelato – è stato sempre meglio la torta più grande, il gelato più ricco.

E restando nel continente americano, ritroviamo, invece,  tra le pagine di Sulla strada, del celebre scrittore appartenente alla Beat-Generation, Jack Kerouac, una colazione americana più tipica: a base di gelato alla vaniglia e torta di mele.

Un pasto veloce da consumare nel primo bar disponibile lungo la strada che ci resta da percorrere.

5. La colazione surreale di Kafka

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Credits: fictitiousdishes.com

“Verdura quasi marcia, ossa avanzate la sera prima, rivestite di salsa bianca rappresa, uva passa, mandorle, un formaggio che Gregor due giorni prima aveva dichiarato immangiabile, un pane secco, un pezzo di pane imburrato col sale e un altro senza sale.”

E per finire, come dimenticare la colazione surreale descritta nella Metamorfosi di Franz Kafka?

Il senso di angoscia e l’alienazione tipici di questo racconto sono ben espressi anche nella colazione immaginaria presente in questo libro, tanto da farci sentire ospiti piuttosto indesiderati di fronte ad una tavola cosi (mal) imbandita.

E cosi, il nostro viaggio attraverso le colazioni letterarie più famose, anche questa volta finisce qui.

E voi, come preferite iniziare la giornata?

Siete degli amanti del dolce, come lo era Flaubert, che sembra adorasse bere una tazza di cioccolata fredda, aromatizzata con vaniglia e cannella, per iniziare la giornata, oppure del salato come la poetessa Emily Dickinson, che amava risvegliarsi con pane di segale e farina di mais spalmato con del burro?

Raccontateci le vostre preferenze e continuate a seguire il nostro viaggio tra i più variegati Menù letterari!

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