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Venerdì, quattro novembre.

Missione del team: “Dobbiamo girare un video di presentazione del progetto Geeko Editor da inserire come trailer su Eppela per la campagna di crowdfounding. Tre scene, qualche battuta, un paio di elaborazioni grafiche da inserirci per spiegare bene la missione della startup al pubblico” (cit. Alba, la Kapa).

Dopo valutazione di costi, rischi, possibili figuracce (c’è chi addirittura compra il biglietto di sola andata per Bangkok…) e dopo la scrittura e la validazione della sceneggiatura (una paginetta risicata, forse due) ci vediamo a Bracciano assieme a Giuliano, il nostro videomaker di fiducia, per una giornata di riprese.

Venerdì, dicevamo. Siamo tutti stanchi, di venerdì. Già sogniamo il lettuccio del sabato, il venerdì!

E siamo tesi, perché man mano che passano i minuti ci rendiamo conto che STIAMO PER GIRARE UN SPOT e che gli attori saremo noi.

Cioè, si tratta di metterci di fronte a una macchina da presa e girare delle scene, dire delle battute.

Paura.

Panico.

Per fortuna Giuliano (GRAZIE DELLA PAZIENZA, GRAZIE, GRAZIE, GRAZIE!) è estremamente professionale, calmo e composto; ci dirige minuziosamente (“Scusa, puoi girare il capo di due centimetri netti in senso orizzontale? Ecc… no, quelli sono tre, non due: un po’ più indietro, grazie!”).

Partiamo intorno alle 10:00 e andiamo avanti a oltranza. Ci concentriamo sulle battute; le ripetiamo, ripetiamo, ripetiamo ancora. Pensiamo: “Eh ma ti pare che ci capitano papere? Oh, dai, sbrighiamoci a fare queste riprese e poi tutti a casa a rilassarci, su, un po’ di serietà”.

Macché. Ciak su ciak.

Fabio si dimentica le battute.

Alba è perfezionista.

Lidia se la fa sotto e le prendono le crisi di panico.

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(Effetti imprevisti della follia…).

Sempre di più. Guardiamo l’ora.

“Come cavolo fanno a essersi fatte le quattro?! Erano le undici!!”.

Passano i minuti20161104_114622. Tic-tac, tic-tac.

Prova. Riprova.

Motore, ciak, AZIONE.

Ancora. E ancora. E ancora.

E a ogni ciak pensi:

“MA CHI ME L’HA FATTO FARE?!”.

Sei di sera. Più cadaveri che startappari (anche se spesso le due definizioni coincidono, eh). Guardiamo il regista Giuliano, rattristati e stanchi. Le nostre facce dicono:

“Pietà, padrone, pietà”.

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Tavolo da lavoro!

Lui ci guarda altrettanto devastato dalla nostra inettitudine (“Ma co’ chi cavolo mi son messo a lavorare…”)… ma fa: “E’ stata una giornata bellissima e voi siete stati molto simpatici, complimenti a tutti!”.

Ecco, sarà un po’ retorico, ma è stato il momento migliore di una grande giornata di lavoro. Lavoro vero, di quelli che servono a costruire un progetto nel quale crediamo molto.

C’è poco altro da aggiungere, se non una domanda:

volete sapere cosa abbiamo combinato?

Restate sintonizzati e a presto, e grazie ancora a Giuliano per la sua disponibilità e per averci messo a disposizione le sue competenze!

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