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Ciao caro lettore,

benvenuto al nostro appuntamento di oggi, interessante per coloro che ci seguono da un po’: annunciamo infatti che nelle prossime settimane alcune pratiche legate al nostro blog e, in generale, alla nostra linea editoriale, cambieranno un pochino.

Anzitutto parleremo un po’ di più di noi e delle nostre idee, e ve ne potreste essere accorti anche scorrendo la nostra pagina FB o i nostri altri profili.

Il discorso vale in particolare per il nostro blog, che avrà un piccolo cambio di tono; se fino a qualche settimana fa parlavamo approfonditamente o della startup o di un tema in particolare, da oggi in poi cercheremo di fare entrambe le cose nello interno dello stesso articolo, che sarà come una specie di diario di bordo settimanale attraverso il quale fare il punto della situazione.

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Bene, dopo questa premessa veniamo a oggi, giovedì 26 gennaio: i lavori dopo la pausa natalizia sono ormai ripresi a pieno regime e tutto il team è impegnatissimo, perché nelle prossime settimane il progetto di Geeko Editor entrerà in una fase molto importante (e, quindi, vi invitiamo a tenere gli occhi aperti sui nostri canali), il che vuol dire che la nostra “Kapa” Alba sta avendo ancora più idee geniali del solito, che la nostra grafica Lidia è divenuta ancora più perfezionista e che il responsabile della comunicazione Fabio è diventato ancora più incasinato del solito nel trovare buone idee per i testi dei social!

No, scherzi a parte: si tratta di un momento delicato, perché adesso, oltre che raccontarsi, Geeko Editor deve dimostrare di saper coinvolgere sostenitori in vista della realizzazione del progetto, attraverso una campagna comunicazione serrata.

A questo proposito ci arrivano, in questi giorni, nuovi interessanti contributi da parte di persone che si sono dimostrate interessate a parlare di noi e delle nostre idee, come la gentilissima Eleonora Marsella, bookblogger molto brava e intraprendente, che ci ha dedicato un bell’articolo.

Lo trovate qui.

Detto questo, veniamo al tema della settimana: in questi giorni Geeko Editor sta celebrando un genere molto importante della narrativa di consumo contemporanea, che ci ha donato Poirot, Holmes e altri detective geniali. Parliamo, ovviamente, del giallo, uno dei generi che più riesce a dialogare col lettore sfidandolo, mettendogli davanti un enigma da risolvere, come in una partita uno-a-uno fra colui che legge il libro e storia letta. Il lettore di gialli è spesso un enigmista, chiamato a rilassarsi in poltrona mentre tenta di leggere fra le righe per cercare di risolvere il caso prima del protagonista del libro.

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Genere tipicamente “moderno” (anche se alcuni suoi antenati sono individuati persino nella tragedia greca), il giallo ha da sempre raccontato i lati più insoliti della società; spesso è infatti riuscito a fotografare con intelligenza l’atmosfera di un particolare periodo storico, le sue convenzioni, persino le sue problematiche. Prendete Uno studio in rosso, il primo romanzo del ciclo di Sherlock Holmes: oltre che a presentare con brio due personaggi eccezionali (e all’importanza del protagonista arriveremo fra poco), in esso Doyle fa conoscere al lettore un aspetto dei suoi tempi poco conosciuto, ossia i possibili rapporti fra la “civile” Londra capitale del primo impero capitalistico della storia umana ed i selvaggi territori americani attraversati dagli ultimi cowboy o dalle carovane di mormoni assoggettate a ferree convenzioni sociali e morali. Pensate altrimenti al giallo storico: ne Il nome della rosa Umberto Eco non potrebbe affatto pensare di indagare su un’altra epoca se non mettesse al centro della sua storia un detective ante-litteram in grado di guardare con occhio critico la sua epoca.

La figura del protagonista, dicevamo infatti, è importantissima: è nell’investigatore che il lettore si identifica, venendo portato a considerare tutti i (complessi) tratti della sua personalità e, soprattutto, della sua visione del mondo. Identificandoci con Sherlock Holmes indaghiamo più a fondo la mentalità positivista dell’800, facendolo con Poirot entriamo nell’ottica dei raffinati anni ’30, con il Maigret di Simenon esploriamo una Francia e disillusa.

L’investigatore è il nostro point-of-view sui mondi che visitiamo e, in definitiva, persino il nostro parametro di giudizio morale su di essi, oltre a essere la perfetta incarnazione delle idee dello scrittore.

E quindi? Emerge che il genere più “leggero”, più “divertito”, quello che racconta le indagini di uno sbirro su un anonimo caso di omicidio, diventa invece un vero e proprio “genere d’autore” all’interno del mercato moderno.

E, per il lettore, un’ulteriore occasione di riflettere leggendo.

 

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